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"RYnascere", i dipinti di Bakary Manneh che raccontano sogni e sofferenza sul viaggio dei migranti

08/10/2021 - 20.42. Non è solo il suggestivo titolo di una sua opera. E' anche l'orario preciso in cui è iniziato il suo viaggio, in cui con suo fratello ha intrapreso il lungo e difficile cammino che dalla sua città Brikama, in Gambia, lo ha portato in Europa. Ha attraversato Senegal, Mali, Burkina Faso, Nigeria e Libia. Ed è qui, in questo Paese ormai instabile ed insicuro, che lui e suo fratello sono finiti in un carcere. Bakary, con l'aiuto di un cittadino arabo, è riuscito a fuggire, ad imbarcarsi su una imbarcazione che lo ha portato a Brindisi, in Italia. Suo fratello, invece, non ce l'ha fatta. E di lui conserva bene il ricordo, la memoria, il coraggio. Anche se quando è cominciato il suo viaggio aveva solo 13 anni. Per questo, nei suoi dipinti Bakary Manneh racconta il suo dolore, la sua sofferenza, ma con lo sguardo ben aperto verso il futuro, verso un orizzonte che oggi più che mai lo vede pienamente inserito nella comunità in cui vive.

Non a caso, "RYnascere" è il nome che il giovane artista ha dato alla sua mostra esposta fino lunedì 11 ottobre negli spazi del Centro Polifunzionale "Casa delle Culture" dell'assessorato al Welfare del Comune di Bari gestito dalla cooperativa sociale Medtraining, in ATI con la cooperativa San Giovanni di Dio. Bakary Manneh oggi ha 20 anni. Da quelle 20.42 sono passate tante ore, tanti giorni. «Mio fratello mi disse di prepararmi per partire, senza sapere dove saremmo arrivati. Io ero contento, perché pensavo di andare in vacanza. Mi disse di non raccontare nulla a mia madre, altrimenti non ci avrebbe fai fatti andare via». Il suo lungo viaggio è iniziato in quel giorno del 2016 e non si è ancora fermato. Bakary al momento è tra i beneficiari del progetto Sai - Sistema di Accoglienza ed Integrazione promosso dal Comune di Mesagne e gestito dalla cooperativa sociale Rinascita.

Essere accolto, capito, ascoltato, inserito nei processi culturali e sociali della sua comunità gli ha dato la forza, appunto, di "RYnascere". E lo sta facendo attraverso l'arte. Frequenta il quarto anno del liceo artistico "Simone - Durano"   di Mesagne". E sogna di poter proseguire il suo percorso di formazione frequentando l'Accademia di Belle Arti. Intanto, dipinge, mette a nudo le sue fragilità, le sue paure, la sua storia. Acrilico, olio, matita. La sua arte spazia in tecniche diverse, anche a seconda del soggetto da raffigurare e dal suo stato d'animo.


«Dipingere mi dà la libertà, permette di sfogarmi, di condividere i miei sogni, ma anche di parlare del mio dolore e della sofferenza che c'è dietro al viaggio di noi migranti che lasciano il nostro Paese, i nostri affetti, il nostro cibo» racconta Bakary mentre spiega ai visitatori i quadri esposti della sua mostra. Bakary coltiva la sua arte ed i suoi sogni. Entrare nelle sue opere vuol dire spiare parte della sua vita, della sua sofferenza. Vuol dire avvicinarsi meglio alle storie dei migranti, di chi - per i motivi più diversi - è costretto ad andare via per costruirsi un futuro migliore. Ed il futuro di Bakary è nelle sue mani. Nella sua arte.
di Emiliano Moccia