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Rocchetta Sant’Antonio, il nuovo inizio di N. e la sua famiglia dopo l’accoglienza nel progetto SIPROIMI

10/11/2020 - Quella di N. e della sua famiglia è una storia a lieto fine, che segna - semmai ce ne fosse ancora bisogno - l'importanza e la concretezza in termini di inclusione sociale, culturale e lavorativa dei migranti beneficiari dei progetti SIPROIMI - Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati. Perché N. e la sua famiglia, composta da moglie e tre figli piccoli, arrivano dalla Nigeria, costretti a lasciare il loro Paese a causa di persecuzioni politiche. Dopo essere arrivati in Italia, N. e la sua famiglia, in questi mesi, sono stati ospiti del progetto SIPROIMI promosso dal Comune di Rocchetta Sant'Antonio e gestito dalla cooperativa sociale Medtraing. Mesi in cui la famiglia si è impegnata, grazie al lavoro degli operatori, ad integrarsi con la comunità locale, a farsi conoscere ed a conoscere usi e tradizioni del piccolo borgo sui Monti Dauni.

Non solo. N. e sua moglie, infatti, hanno anche preso parte a dei tirocini formativi prezzo aziende locali per acquisire competenze e professionalità da poter poi spendere nel mercato del lavoro.E tra le gioie del periodo di accoglienza, anche la nascita delle due gemelline, che sono state subito accolte con entusiasmo dalla comunità di Rocchetta Sant'Antonio. A questo punto, il distacco dal progetto con il conseguente passaggio verso l'autonomia era inevitabile. E l'occasione è stata data dalla possibilità per N. di trasferirsi a San Severo per iniziare a lavorare in una concessionaria del posto. Merito anche del proprietario della concessionaria che ha dato fiducia ad N., inquadrandolo con un regolare contratto di lavoro a tempo determinato.

E' un nuovo inizio per tutta la famiglia. Un messaggio di speranza e di integrazione possibile, che ribadisce quanto possano essere importanti questi progetti di accoglienza nel favorire realmente processi di inclusione ed autonomia per i beneficiari. Ma anche per tutte le comunità coinvolte, che nell'incontro e nel confronto con l'altro si avvicinano a nuove culture ed imparano a guardare dalla giusta prospettiva il fenomeno dell'immigrazione