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Candela Vulnerabili, il laboratorio di sartoria creativa dove si legano fili di speranza

Un filo che collega terre e disegna trame tra due sponde. Un filo che diventa metafora ideale per chi cerca di riannodare i fili della propria vita, specialmente perché costretta a lasciare il proprio Paese a causa di violenze, guerre, miserie, persecuzioni. Un modo per sfoderare creatività, fantasia ed abilità manuali. Tutte competenze che possono essere utili anche nel mercato del lavoro. Il laboratorio di sartoria creativa "TraMareTerre" è un po' tutto questo. Perché tiene unite storie, vite, ambizioni, identità delle beneficiarie del progetto SAI - Sistema di Accoglienza ed Integrazione - Candela Vulnerabili promosso dal Comune di Candela e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining.

«Le ragazze imparano ad utilizzare una macchina elettrica che affranca dalla fatica di quella a pedale di loro conoscenza - racconta Pina Suriano, che coordina e porta avanti l'iniziativa - Il loro entusiasmo è pari alla mia gioia nel vederle motivate. Impariamo ogni giorno parole nuove: loro in italiano, io in inglese. Ma in questo le ragazze sono più brave di me. Si esercitano sempre di più, spero tanto che tutto questo le aiuti nel loro cammino». Intanto, sono impegnate in questi giorni a realizzare le fodere dei cuscini che saranno utilizzati a Torre Alemanna nell'ambito delle attività culturali promossi da Frequenze e destinate ai più piccoli. Un modo per fare rete, per dare maggior concretezza al loro lavoro, per far arrivare attraverso la loro opera le loro storie e i messaggi di speranza.