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"Michele Cianci", piante ornamentali per abbellire il bene confiscato alla mafia

«Abbiano ereditato un bene confiscato sporco, pieno di rifiuti, una terra trattata malissimo. Noi stiamo provando a ridarle dignità con il lavoro, ma anche attraverso l'abbellimento con piante ornamentali e la cura». Da quando il gruppo di lavoro della cooperativa sociale Altereco ha iniziato l'attività di riqualificazione e di cura del terreno intitolato a "Michele Cianci", il bene confiscato alla mafia ha cominciato a trasformarsi. A diventare più bello, più accogliente, più produttivo. Anche per questo, l'ente gestore del bene sito a Cerignola, in contrada San Giovanni in Zezza, non vede l'ora di farlo conoscere a tutta la comunità. «Tra pochi giorni avrà luogo la manifestazione di intitolazione ufficiale del bene a Michele Cianci e, nel rispetto delle normative anti-covid, vorremmo vedere tanti cittadini» dicono dall'Associazione Temporanea di Scopo "Le terre di Peppino Di Vittorio" composta dalle cooperative sociali Altereco (in qualità di ente capofila), Medtraining di Foggia ed il Centro di Servizio al Volontariato di Foggia.

 L'ATS, infatti, sta lavorando alacremente da quando lo ha preso in gestione per trasformare un luogo simbolo del potere mafioso in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo. Un sogno comune di agricoltura sociale ed inserimento lavorativo, che punta a favorire anche una piena inclusione socio-occupazionale delle persone che vengono da situazioni di svantaggio, come persone ammesse alle misure alternative al carcere, ex-detenuti, migranti.

Il terreno è concesso gratuitamente dalla Commissione Straordinaria del Comune di Cerignola all'ATS nell'ambito del progetto denominato "La strada. C'è solo la strada su cui puoi contare", vincitore dell'avviso della Regione Puglia "Cantieri innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano", al fine di consentirne la valorizzazione così come previsto dalla legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie.