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"Michele Cianci", proseguono i lavori di recupero della vigna sul bene confiscato alla mafia

Proseguono senza sosta i lavori sul bene confiscato alla mafia ed intitolato a "Michele Cianci", il terreno di circa 7 ettari con retrostante casetta colonica siti a Cerignola, in contrada San Giovanni in Zezza. In questi giorni, il gruppo di lavoro della Cooperativa sociale Altereco è impegnato nella vigna già presente nel terreno per effettuare la fresatura, terminare la legatura dei tralci, rifinire con la motozappa le parti esterne che non possono essere raggiunte con il trattore. «E' stato effettuato un bel lavoro di recupero della vigna già presente al momento della consegna del bene» dicono da Altereco, ente capofila dell'Associazione Temporanea di Scopo (ATS) denominata "Le terre di Peppino Di Vittorio" di cui fanno parte anche la cooperativa sociale Medtraining di Foggia ed il Centro di Servizio al Volontariato di Foggia.

L'obiettivo, dunque, è quello di trasformare un luogo simbolo del potere mafioso in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo. Un sogno comune di agricoltura sociale ed inserimento lavorativo, che punta a favorire anche una piena inclusione socio-occupazionale delle persone che vengono da situazioni di svantaggio, come persone ammesse alle misure alternative al carcere, ex-detenuti, migranti.

Il terreno è concesso gratuitamente dalla Commissione Straordinaria del Comune di Cerignola all'ATS nell'ambito del progetto denominato "La strada. C'è solo la strada su cui puoi contare", vincitore dell'avviso della Regione Puglia "Cantieri innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano", al fine di consentirne la valorizzazione così come previsto dalla legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie.