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Rafael, una storia di coraggio e di esempio per tutti. Oggi tra i beneficiari del progetto SIPROIMI di Poggio Imperiale

Quella di Rafael è innanzitutto una storia di coraggio (o di quella che dovrebbe essere normalità), di un ragazzo che ha saputo tenere la schiena dritta e non ha voltato la testa dall'altra parte. Anche se riceveva minacce, se la mafia locale dedita allo spaccio di droga tra i più giovani ha cercato di spaventarlo, di mettergli paura. Ma Rafael era un insegnante. Di più. Era il coordinatore del liceo della scuola in cui insegnava in El Salvador, il suo Paese, e non poteva restare indifferente, far finta di non vedere che tra i corridoi dell'istituto girasse quella roba. E così «mi sono messo in un grosso guaio» racconta con sincerità, «perché ho contributo a contrastare lo spaccio di droga controllato dalle gang. A quel punto, ho pensato che fosse necessario mettere in salvo la mia famiglia ed ho lasciato il mio Paese». Il viaggio di Rafael, di sua moglie e dei suoi due figli è iniziato nel 2019.

Con in tasca una laurea in Ingegneria Informatica ed un lavoro da insegnante che ha svolto per otto anni, Rafael ha dovuto cambiare vita. E Paese. E' arrivato con l'aereo in Italia il 21 marzo, non a caso nel giorno in cui si celebra la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie" promossa da Libera e da Avviso Pubblico. E quando lui e la sua famiglia sono giunti in Italia, la Giornata si svolgeva proprio nella città di Foggia. La sua prima tappa è stata Cremona, ma lo scorso mese di settembre, sono stati inseriti nel progetto SIPROIMI - Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati - promosso dal Comune di Poggio Imperiale e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia. Rafael si dà subito da fare, perché non riesce a stare fermo, senza dare importanza e valore ad ogni singola giornata. Oggi le giornata di Rafael sono sicuramente più ricche di incontri e di relazioni. Perché fa parte dei migranti impegnati nelle attività di tirocinio formativo ed educativo che Medtraining porta avanti nella Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia.

«Qui sono tranquillo, mi sento utile, faccio qualcosa, imparo cose nuove e la mia mente è sempre attiva - dice Rafael - . Lavoro in un ambiente buono ed i miei colleghi mi aiutano molto». In questo percorso formativo che per il secondo anno coinvolge migranti beneficiari dei progetti SIPROIMI negli uffici della Procura della Repubblica di Foggia, il 41enne di El Salvador è impegnato nella «ricezione e smaltimento di documenti e corrispondenza che arrivano nell'ufficio . Ora qui in Italia sperso di poter migliorare pian piano la mia vita e quella della mia famiglia. So che non tornerò nel mio Paese, dove oggi il tasso di omicidi è molto alto, così come quello dei desaparecidas, delle persone scomparse. Voglio costruire qui il mio futuro. Intanto, i nostri bambini vanno a scuola, stanno imparando la lingua italiana e si stanno integrando nella comunità che ci ha accolti».
di Emiliano Moccia