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Una bellissima ragazza gitana, piccole storie per raccontare "La Puglia non tratta"

Una donna maltrattata, usata, vessata porta nello sguardo, e non solo, delle ferite profonde.
Non si vedono ma ci sono.
Il nostro lavoro cerca di leggere e lenire queste ferite, non è facile se c'è chi non le considera persone.
Una bellissima ragazza gitana incontrata durante il nostro giro usuale ci racconta con uno sguardo luminoso finalmente una bella notizia, una storia che a sentirla non pare neanche la sua tanto è il distacco che ha nel dire ad alta voce: «Mi sono fidanzata, mi tratta bene, sa da dove vengo ma mi vuole bene!».

Finora i suoi erano sputi sugli uomini maligni che l'avevano ferita, anche quelli che dicevano di amarla e l'avevano incastrata con un bimbo in pancia, che lei ama alla follia. Anche quell'uomo che è stato mantenuto dalle carezze ruvide dei clienti e che poi l'ha lasciata sola.
Ma oggi ha una luce diversa, oggi ha la gioia dentro che non riesce a trattenere. Con timore come se dirlo ad alta voce potesse rompere quell'incantesimo ci ringrazia e ci saluta.
Non la vedremo più. Ha trovato una casa per suo figlio e una storia per lei.

Piccole storie per raccontare un fenomeno, come quello della tratta e dello sfruttamento sessuale, per far sentire di più la loro voce, il loro grido di aiuto, di umanità non negata. Piccole storie frutto del lavoro dell'unità mobile di strada della cooperativa sociale Medtraining di Foggia, che nell'ambito del progetto "La Puglia Non Tratta - Insieme per le vittime", interviene nell'area territoriale della Capitanata - che comprende Monti Dauni, Tavoliere delle Puglie e promontorio del Gargano.

"La Puglia non tratta - Insieme per le vittime" è finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è promosso dalla Regione Puglia - Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni ed Antimafia Sociale.
Foto di Pina Suriano.