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L’olio “Volío” che combatte lo stigma del disagio col lavoro e l’inclusione

«Al di là del lavoro, dell'impegno quotidiano, dell'opportunità di poter guadagnare qualcosa, l'aspetto più importante è che attraverso questa attività mi sono sentito sempre rispettato, considerato come persona. Il mio augurio è che progetti di questo tipo possano aumentare e che in particolare posso proseguire questo, perché per tutti quanti noi si sta dimostrando una grande occasione di inclusione sociale e lavorativa». La testimonianza di Paolo D'Amelio rappresenta il momento più emozionante della presentazione dell'olio "Volío", svoltasi ieri mattina nella Sala Consiglio dell'Ente Fiera in occasione del convegno "Dall'idea alla pratica. Il desiderio prende forma. Hopeificio presenta l'olio Volío". Perché Paolo, insieme a Luigi, Roberto e gli altri beneficiari del progetto "Hopeificio", in questi mesi sono stati coinvolti in attività di formazione teoriche e pratiche connesse al ciclo produttivo dell'olio extravergine. Fino a quando lo scorso mese di ottobre hanno preso parte alla prima raccolta delle olive a cui hanno fatto seguito la molitura e l'imbottigliamento di "Volío", l'olio extravergine d'oliva dal gusto dell'inclusione sociale e lavorativa, che ha l'obiettivo di rafforzare l'offerta di servizi rivolti a persone con disabilità psichica e contrastare lo stigma nei confronti di quanti affetti da questa forma di disagio.

"Volío", infatti, è il frutto concreto del lavoro di persone con disabilità psichica inserite nel progetto "Hopeificio" promosso dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nell'ambito della terza edizione del "Bando Socio Sanitario. L'iniziativa gode di un ricco partenariato pubblico e privato di cui fanno parte, fra gli altri:  l'ASP "Castriota e Corroppoli", il Dipartimento di Salute Mentale Asl Fg, GAL Daunia Rurale e la cooperativa sociale di tipo B "Ortovolante", che svolge attività di formazione teorica e pratica dei tirocinanti attualmente coinvolti nella gestione di oliveti nel territorio di Chieuti, e del successivo percorso di inclusione lavorativa. «L'Hopeificio parte da una speranza, dal desiderio di pensare al sociale in relazione all'economia, in modo da renderla oggetto di riscatto per chi non riesce ad entrare nel mondo del lavoro per i motivi più disparati - ha detto Carmine Spagnuolo, coordinate del progetto - . Sul nostro territorio i percorsi di cura e di riabilitazione sembrano infiniti, senza una via d'uscita. Il lavoro, quindi, è un elemento fondamentale per offrire alle persone più fragili una nuova rappresentazione di sé e il superamento della malattia. Grazie alla cooperativa di tipo B proviamo a produrre merce, in questo caso olio, da immettere sul mercato. Non chiediamo l'elemosina - ha proseguito Spagnuolo - ma produciamo alla pari, facendo forza sulla nostra capacità di stare sul mercato offrendo un prodotto di qualità».

Nell'ambito del progetto, dunque, sono stati inserite dieci persone con disabilità psichica individuate dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl di Foggia. «L'olio "Volío" è il prodotto per cui hanno lavorato parte dei tirocinanti. Alcuni con contratto da braccianti agricolo assunti dalla cooperativa sociale di tipo B "Ortovolante", altri hanno già trovato occupazione altrove. Puntare sulle capacità delle persone, senza focalizzarsi sulla loro malattia, è molto importante. Perché puntiamo a produrre un prodotto buono, di qualità, promuovendo politiche di inclusione attive che aiutano le persone ad uscire da ghetti esistenziali». Agricoltura biologica, innovazione ed inserimento socio-lavorativo, sono le parole d'ordine dell'iniziativa che adesso si preparare ad affrontare la nuova sfida: la realizzazione su terreni di proprietà dell'ASP "Castriota e Corroppoli", tra Chieuti e Serracapriola, di un frantoio che ha l'obiettivo di chiudere la filiera corta di produzione ed effettuare, oltre alla raccolta delle olive, anche la molitura e l'imbottigliamento che quest'anno sono state svolte presso un frantoio esterno.

Il convegno è stato anche un'occasione di confronto e di riflessione sullo scambio di buone pratiche e sui temi dell'agricoltura sociale e dell'inserimento lavorativo. Al dibattito hanno partecipato varie realtà del territorio che hanno raccontato la loro esperienza di inclusione sociale e sviluppo occupazione, fotografando la dinamicità e la creatività di prodotti realizzati con il coinvolgimento di uomini e donne in situazioni di fragilità sociale ed economica.