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‘Io Rivivo a Candela’: #PorteAperteSprar per la ‘Giornata Mondiale del Rifugiato’

Un Laboratorio Artistico per avvicinarsi alle tecniche pittoriche e di disegno e per favorire momenti di socializzazione e di incontro tra i migranti e la comunità locale. Perché anche l'arte può essere una forma di accoglienza per quanti sono in fuga da guerre, violenze, persecuzioni. Lo sanno bene a Candela, dove nei mesi scorsi si è svolto il 'Laboratorio Artistico' curato da Luigi Stefanetti ed Alessio Pontolillo, due studenti dell'Accademia di Belle Arti di Foggia, nell'ambito del progetto SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati attivato dall'Amministrazione Comunale e finanziato dal Ministero dell'Interno attraverso il 'Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo'. I due studenti, dunque, hanno dato la loro disponibilità per insegnare ai beneficiari dell'iniziativa le tecniche di pittura, di disegno e di decorazione. Arte e solidarietà, dunque, si sono incrociano in questo percorso laboratoriale aperto alle ospiti inserite nell' 'Accoglienza per soggetti vulnerali' e agli ospiti del progetto di 'Accoglienza Ordinaria'.

Per questo, in occasione di #PorteAperteSprar, una serie di eventi in programma su tutto il territorio nazionale per la 'Giornata Mondiale del Rifugiato' che si celebra il 20 giugno, si svolgerà 'Io Rivivo a Candela', un incontro pubblico aperto alla cittadinanza con l'obiettivo di rendere lo Sprar parte del sistema di welfare locale e di migliorare i processi di coinvolgimento e conoscenza tra i migranti e la comunità accolta. Nel corso della serata, che si svolgerà a partire dalle ore 19 presso Palazzo Ripandelli, sarà anche presentata la mostra 'L'arte come forma di accoglienza' che raccoglie le opere realizzate nel corso del 'Laboratorio Artistico' e che sarà visitabile fino al 24 giugno. Alla manifestazione parteciperanno: Francesca Mangino, responsabile progetto Sprar 'Free Entry'; Ivana Di Gianvittorio, responabile progetto Sprar 'Free Entry' fino al 2016; Maria Antonietta Tucci, psicologa progetti Sprar 'Free Entry' e 'Vulnerabili'; Ilenia Gallicchio, referente territoriale progetto Sprar 'Vulnerabili'; Gioia Berlingieri, educatrice progetto Sprar 'Vulnerabili'; Luigi Stefanetti ed Alessio Pontolillo, responsabili Laboratorio 'L'arte come forma di accoglienza'. Porteranno i saluti: Maria Babriella Cicerone, assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune di Candela; don Michele De Nittis, parrocco di Candela.

Quella avviata dal Comune di Candela, quindi, rientra nella logica della cosiddetta 'accoglienza integrata' per tutte quelle persone costrette a fuggire dai loro Paesi a causa di guerre, violenze, persecuzioni. Un'accoglienza che mira a garantire una piena inclusione sociale dei richiedenti asilo e dei rifugiati favorendo la (ri)conquista della propria autonomia e la possibilità di poter immaginare un futuro migliore, ed allo stesso si fa promotore di una positiva ricaduta economica ed occupazionale nel territorio coinvolto. Soggetto attuatore dei progetti Sprar è un'ATI, Associazione Temporanea d'Impresa, formata dalle cooperative sociali IRIS di Manfredonia e Medtraining di Foggia.