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Orsara di Puglia, il Doposcuola per favorire l’integrazione dei piccoli migranti nell´ambito dello SPRAR

Italiano, matematica, geografica, storia. Le materie di scuola che escono fuori dai rigidi canoni dell'insegnamento per trasformarsi in strumento di incontro, di scambio, di conoscenza di culture diverse. Grandi e piccini, italiani e migranti, tutti uniti in un percorso di condivisione che viaggia in direzione della formazione, dell'istruzione, dell'integrazione. Perché la conoscenza della lingua di un Paese diverso dal proprio è necessaria per inserirsi al meglio nel tessuto sociale di un territorio. Così come la comprensione della storia, delle tradizioni, dello studio. Per questo, diventa importante il progetto di Doposcuola per bambini delle classi elementari e medie avviato, in modo del tutto spontaneo, dalla comunità di Orsara di Puglia per migliorare l'accoglienza e l'integrazione dei piccoli e delle famiglie ospitate nell'ambito SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Il progetto promosso dal Comune di Orsara di Puglia, finanziato dal Ministero dell'Interno, ha preso avvio lo scorso mese di luglio. Ma l'inizio delle attività scolastiche ha messo in moto una rete solidale che ha garantito la possibilità ai piccoli alunni migranti che frequentano le classi elementari e medie, di poter frequentare le lezioni del Doposcuola. Nell'iniziativa, promossa spontaneamente dall'Associazione 'Orsa Maggiore' nell'ambito del progetto SPRAR, sono stati coinvolti docenti in pensione e neo-laureati in materie umanistiche residenti nel caratteristico comune dei Monti Dauni. Le persone che hanno accolto l'invito hanno formato un gruppo di circa dieci insegnanti che, a turno, sono impegnati in attività di Doposcuola in favore degli alunni migranti. Tra questi, c'è anche un'insegnante bilingue che svolge un corso per soli adulti.

"La prima e più vera accoglienza è stata fatta dai bambini della scuola - ha spiegato il sindaco Tommaso Lecce - . L'integrazione è possibile, e qui sta funzionando, perché la Comunità ha compreso che dare un aiuto significa aiutare se stessi a migliorare, a vincere la paura, a crescere insieme". "Secondo noi, questo significa fare concretamente cultura - ha detto Rocco Dedda, vicesindaco con delega alla Cultura - . Se c'è un patrimonio che va alimentato e sostenuto quello è il patrimonio delle associazioni, della partecipazione, della linfa vitale che scorre nel tessuto sociale del nostro paese". "Questa esperienza sta coinvolgendo molto la cittadinanza ed il fatto che più persone chiamino per offrire la loro disponibilità, dimostra che l'iniziativa sta funzionando e crea interesse. Il progetto di Doposcuola - ha spiegato Michela Del Priore, dell'associazione 'Orsa Maggiore' - è stato ben accolto, anche perché sta contribuendo a creare un maggior senso di comunità e di cambio culturale tra docenti ed alunni".

Nel complesso, saranno quindici i cittadini immigrati accolti a Orsara di Puglia attraverso il progetto SPRAR, il cui soggetto attuatore è un'Ati, Associazione Temporanea d'Impresa, formata dalle cooperative sociali IRIS e Medtraining. I cittadini immigrati saranno ospitati per un periodo di circa due anni. La permanenza all'interno delle strutture di accoglienza è riservata alle persone aventi lo status giuridico di rifugiato, richiedente asilo, o in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, protezione sussidiaria o protezione temporanea. I beneficiari risiederanno in più unità abitative e saranno impegnati in una serie di corsi, lavori, attività di formazione, crescita, integrazione e scambio con la comunità che li accoglierà.