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Sprar: sostenibilitą, proporzionalitą, volontarietą. Ecco i pilastri per la nuova accoglienza dei migranti

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati attivao in Italia dal Ministero dell’Interno per fra fronte, in modo strutturale all’accoglienza dei migranti in fuga dai loro Paesi d’origine a causa di guerre, violenza, miseria, funziona. Ma di una cosa l’Associazione Nazionale Comuni Italia (Anci) e Ministero sono d’accordo: adesso occore fare un salto in avanti. Per rendere effettivo questo ’salto’ nella direzione dell’accoglienza equa e sostenibile oggi a Bari, in occasione del convegno annuale dell’Anci, il sottosegretario Domenico Manzione, il capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Mario Morcone, insieme a Leonardo Domenici, presidente Cittalia, e Piero Fassino, presidente Anci, hanno illustrato il nuovo Piano per l’accoglienza diffusa che si pone come obiettivo tendenziale la distribuzione equa su 8 mila Comuni dei migranti.

La novità messa in evidenza è il criterio della proporzionalità che tenga conto del numero di residenti in ciascun Comune che si proponga di far parte del sistema Sprar. Sì, perchè l’altro criterio fondamentale è la ’volontarietà’ da parte dei comuni di aderire al sistema. Per questo, specialmente, nella prima fase transitoria, sarà importante la collaborazione con le varie Prefetture Territoriali.

"I sindaci devono rendersi protagonisti del loro territorio - ha sottolineato il prefetto Morcone - scegliendo liberamente di aderire e il Ministero con le sue strutture è ben disposto a sostenerli. Non c’è Prefetto, ha aggiunto, che non voglia collaborare con i Comuni. Si passa così da una prima fase caratterizzata dalla distribuzione tra regioni ad una diffusa e equa su tutti i comuni italian. Per il capo dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione è giunto il tempo per una riforma del sistema dell’asilo che porti più trasparenza, più velocità nelle decisioni, e anche una riforma a livello giurisdizionale. "Dalla necessità di gestire i flussi migratori che hanno ormai assunto un carattere di stabilità - ha detto il sottosegretario Manzione - deriva che la logica emergenziale non può più essere ammessa e che, in questa fase, il nuovo piano dello Sprar è destinato a funzionare necessariamente. Il nuovo piano sarà, poi, utile per le stesse Prefetture, concludendo che non si può risolvere il problema migratorio costruendo muri o pattugliando per sempre il Mediterraneo, ma occorre trovare nuove soluzioni più organiche". Sprar: sostenibilità, proporzionalità, volontarietà: ecco i pilastri per la nuova accoglienza dei migrantiIl Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati attivao in Italia dal Ministero dell'Interno per fra fronte, in modo strutturale all'accoglienza dei migranti in fuga dai loro Paesi d'origine a causa di guerre, violenza, miseria, funziona. Ma di una cosa l'Associazione Nazionale Comuni Italia (Anci) e Ministero sono d'accordo: adesso occore fare un salto in avanti. Per rendere effettivo questo 'salto' nella direzione dell'accoglienza equa e sostenibile oggi a Bari, in occasione del convegno annuale dell'Anci, il sottosegretario Domenico Manzione, il capo dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione, Mario Morcone, insieme a Leonardo Domenici, presidente Cittalia, e Piero Fassino, presidente Anci, hanno illustrato il nuovo Piano per l'accoglienza diffusa che si pone come obiettivo tendenziale la distribuzione equa su 8 mila Comuni dei migranti.

La novità messa in evidenza è il criterio della proporzionalità che tenga conto del numero di residenti in ciascun Comune che si proponga di far parte del sistema Sprar. Sì, perchè l'altro criterio fondamentale è la 'volontarietà' da parte dei comuni di aderire al sistema. Per questo, specialmente, nella prima fase transitoria, sarà importante la collaborazione con le varie Prefetture Territoriali.

"I sindaci devono rendersi protagonisti del loro territorio - ha sottolineato il prefetto Morcone - scegliendo liberamente di aderire e il Ministero con le sue strutture è ben disposto a sostenerli. Non c'è Prefetto, ha aggiunto, che non voglia collaborare con i Comuni. Si passa così da una prima fase caratterizzata dalla distribuzione tra regioni ad una diffusa e equa su tutti i comuni italian. Per il capo dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione è giunto il tempo per una riforma del sistema dell'asilo che porti più trasparenza, più velocità nelle decisioni, e anche una riforma a livello giurisdizionale. "Dalla necessità di gestire i flussi migratori che hanno ormai assunto un carattere di stabilità - ha detto il sottosegretario Manzione - deriva che la logica emergenziale non può più essere ammessa e che, in questa fase, il nuovo piano dello Sprar è destinato a funzionare necessariamente. Il nuovo piano sarà, poi, utile per le stesse Prefetture, concludendo che non si può risolvere il problema migratorio costruendo muri o pattugliando per sempre il Mediterraneo, ma occorre trovare nuove soluzioni più organiche".