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´No all´odio, no all´intolleranza sul web´, quando le parole in ´rete´ sono importanti

'No all'odio, no all'intolleranza sul web'. E' lo slogan di lancio della campagna di comunicazione contro i discorsi d'odio in rete realizzata nell'ambito del progetto europeo 'Prism' da Cittalia e Arci Nazionale. La storia raccontata nel video è quella di un hater che dalla sua stanza riempie il web di parole d'odio rappresentate da una grande nube tossica che inquina l'habitat in cui viviamo. La nube tossica può essere respirata da tutti e quindi tutti possono rimanerne contaminati. Esiste però una via d'uscita: le parole positive. Le stesse parole che alla fine della storia salvano l'hater dal male che lui stesso ha generato, perché il web resti luogo di libera espressione e non di odio nel rispetto della dignità altrui. "Per combattere efficacemente contro l'hate speech in rete è necessario puntare ad una corretta informazione anche sui social media coinvolgendo soprattutto i più giovani", ha sottolineato il vicepresidente di Arci Filippo Miraglia, presentando il video e la campagna di sensibilizzazione.

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Nell'occasione, è stata presentata anche la ricerca condotta da Cittalia e Arci dal titolo 'Discorsi d'odio e social media. Criticità, strategie e pratiche di intervento' che fa il punto, non solo sulla diffusione di commenti di odio sul web e sui social media, ma anche su come l'hate speech impatta nei contesti locali, come rimarcato dal direttore di Cittalia Luca Pacini. "In particolare - ha detto Pacini - bisogna partire prima di tutto dai territori dando loro gli strumenti idonei per favorire una corretta informazione". "Il fenomeno dell'hate speech si fonda principalmente su false notizie, su pregiudizi consolidati. Un giornalista prima di scrivere un articolo dovrebbe chiedersi quali siano le informazioni in possesso del lettore", ha spiegato il presidente dell'Associazione Carta di Roma, Giovanni Maria Bellu.

Perché se da un lato sembra aumentare la natura dolosa delle violazioni della Carta di Roma, dall'altro però sta crescendo la consapevolezza di quanto sia dilagante il discorso d'odio sul web. "E' importante trovare un punto di equilibrio che garantisca la libertà di espressione e il rispetto della dignità della persona", ha commentato il direttore di Unar Francesco Spano. L'impegno nella lotta all'hate speech online viene anche da Facebook Italia che sta valutando la necessità di sviluppare una contronarrazione positiva sui social network: il cosiddetto counter speech per smontare false notizie e luoghi comuni.